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14/01/2026 - 40 CFP
Come compiere il passaggio “indolore” dalla classica progettazione CAD al concetto di “gemello digitale” del BIM, un modello virtuale dell’opera aggiornabile in tempo realee.
E-Learning - 12 CFP
Il corso ha lo scopo di evidenziare le principali problematiche generate dalla Circolare 11/E-2023 sviluppando casi concreti con la nuova versione di Pregeo 10.6.5 e Docfa.
Nei lavori 𝐭𝐨𝐩𝐨𝐠𝐫𝐚𝐟𝐢𝐜𝐢 e 𝐜𝐚𝐭𝐚𝐬𝐭𝐚𝐥𝐢 è essenziale per il geometra poter 𝐨𝐩𝐞𝐫𝐚𝐫𝐞 𝐠𝐫𝐚𝐟𝐢𝐜𝐚𝐦𝐞𝐧𝐭𝐞 sul rilievo iniziale al fine di ricavare tutti gli elementi inerenti all’incarico ricevuto. Svolgere questa fase nel classico 𝐚𝐦𝐛𝐢𝐞𝐧𝐭𝐞 𝐂𝐀𝐃 che tutti conoscono diventa quindi una grande agevolazione che permette di abbattere i tempi di lavoro e di mantenere la piena compatibilità di interscambio degli elaborati con colleghi o soggetti terzi.
Questo video illustra le seguenti prestazioni della 𝐬𝐨𝐥𝐮𝐳𝐢𝐨𝐧𝐞 𝐬𝐨𝐟𝐭𝐰𝐚𝐫𝐞 proposta:
· dividere nuovi lotti imponendone l’area;
· generare piani quotati a curve di livelli ed estrarre profili e sezioni.
Questo filmato è una prosecuzione del video 𝐆𝐞𝐬𝐭𝐢𝐨𝐧𝐞 𝐠𝐫𝐚𝐟𝐢𝐜𝐚 𝐝𝐚 𝐂𝐀𝐃 𝐝𝐞𝐢 𝐫𝐢𝐥𝐢𝐞𝐯𝐢 𝐭𝐨𝐩𝐨𝐠𝐫𝐚𝐟𝐢𝐜𝐢 𝐞 𝐜𝐚𝐭𝐚𝐬𝐭𝐚𝐥𝐢 (link alla fine) che illustra come creare nuovi punti agganciati a quelli rilevati per generare le linee che definiscono dividenti, fabbricati e altri elementi richiesti dall’incarico, il tutto con l’integrazione automatica del rilievo di partenza al fine di ricavare gli estremi per il loro tracciamento in campagna. Quest'altro video mostra le seguenti prestazioni:
· mantenere la percezione grafica del rilievo e individuare i punti anche se molto ravvicinati;
· creare nuovi punti e stazioni TS;
· creare nuovi punti GPS e spostare la base;
· determinare punti per allineamenti;
· definire nuovi contorni e dividenti;
· applicare graficamente la rototraslazione ai minimi quadrati per sovrapporre il proprio rilievo alla mappa o ad un TF Pregeo per ricavare i dati dei punti da tracciare (confini).
https://youtu.be/YhcqvDlJnDY
Buongiorno a tutti. Vi spiego il mio quesito. Ho un fabbricato residenziale a quattro piani (S1, 1, 2, 3) accatastato come unico sub e regolarmente assentito. Il piano seminterrato attualmente è costituito da deposito, lavanderia e wc. Presenta un accesso indipendente tramite scala esterna. Gli altri piani sono invece ad uso residenziale, in particolare sono due abitazioni indipendenti. Dovrei cambiare la destinazione d’uso del seminterrato da deposito a civile abitazione. Si tratta quindi di cambio d’uso urbanisticamente rilevante. Per farlo vorrei utilizzare l’art.23-ter del testo unico, aggiornato al salva casa. Inoltre nella zona del PUC del mio Comune è consentito questo cambio di destinazione. Mi sorge però un dubbio…oltre al pagamento degli oneri di urbanizzazione è necessario controllare se ho superficie utile edificabile residua utilizzando l’indice di edificabilità di quella zona oppure no?
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Buongiorno a tutti.
Sono un collega che ha ricevuto incarico di riconfinare un linea dividente tra più proprietà.
Analizzando la situazione catastale mi trovo:
linea da confinare originaria dall’impianto
non vi sono atti di aggiornamento successivi che hanno variato tale linea
in zona e su tutto il foglio non ho edifici già rappresentanti nella mappa di impianto
LE MIE ATTIVITA’
Ho proceduto a rilevare con strumentazione gps, una vasta area di territorio circostante alla linea da confinare.
Strada, canale, fossi, possibili confini di proprietà, recinzioni, ecc nonchè un punto di confine che è stato infisso nel terreno e riconosciuto tra le parti circa 10 anni fa.
Tale punto è sito lungo la linea di confine oggetto del mio incarico.
Ho dunque proceduto a parametrizzare la mappa di impianto e georeferirla secondo il sistema cassini soldner.
Trasferito la mappa sul mio rilievo restituito in WGS 84 e ho provveduto ad effetuare una rotazione sui punti di controllo e/o linee di confine che risultavano ancora esistenti ad oggi.
Complatato le attività, ho determinato graficamente i punti che formavano la linea da confinare e picchettati in sito.
Il risultato del mio lavoro ha generato la conferma del punto di confine riconosciuto (non era stato rilevato in prima battuta e sullo stesso ho ottenuto uno scarto di 25 cm).
CONTRADDITORIO
Ho messo dunque a confronto il lavoro svolto, con quanto eseguito da un mio collega incaricato dalla contropare quale contraddittorio.
Ne risulta una differenza di circa 2,90 m tra i due.
Analizzando quanto svolto dall’altro tecnico, mi riferisce di aver operato nel seguente modo:
ha scaricato la mappa di impianto dal portale dell’AdE già con coordinate cassini soldner (file .jpeg + file .jgw) senza parametrizzarla
ha graficamente creato i punti confine che formano la linea da riconfinare
uscito in sito e picchetato i punti determinati
CONSIDERAZIONI - RICHIESTA
Risulta evidente che una differenza di 2,90 non è accettabile.
Risulta altrettanto evidente che i due metodi sono differenti, il sottoscritto tiene in considerazione dello stato di fatto dei luoghi, dando evidenza e poso a cippi, recinzioni, vegetazione, ecc, l’altro tecnico no.
Se vediamo l’unica “prova” sul campo che possiamo di primo impatto confontare è la posizione del punto noto e riconosciuto dove io mi discosto di 25 cm e l’altro tecnico porta una divergenza di 1,05 m
Mi viene spontanea una domanda: sto sbagliando approccio?
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